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Transizione ecologica indiana

Accade oggi a Kolkata

by Simone Arnaboldi
30 Marzo 2021
Home India
Kolkata. Le statue delle divinità verranno scoperte solo durante la Durga Puja

Mercoledì 2 ottobre 2019. Kolkata, India.

1) Oggi a Kolkata s’intrecciano 3 eventi degni di menzione, uno di portata civile, uno d’incidenza sociale e uno legato alla sfera religiosa.

Primo evento di carattere “civile”: si commemora il 150° anniversario della nascita di Gandhi – celebrazione peraltro abbastanza snobbata dai teenager, almeno dall’indifferenza che posso testimoniare.

In concomitanza con i festeggiamenti in onore del Mahatma, il Primo Ministro ipernazionalista Narendra Modi ha fissato la deadline della sua campagna Swachh Bharat (India pulita), il cui obiettivo più ambizioso è quello di dotare tutte le abitazioni del paese – dalle casupole dei villaggi rurali fino alle catapecchie degli slums che sorgono come formicai alla periferia delle megalopoli – di servizi igienici privati o almeno di sufficienti latrine comuni, in modo da azzerare il fenomeno della defecazione all’aperto, una piaga sociale diffusissima nel subcontinente.

Costume deprecabile, certo, che origina in parte dalla cronica carenza di fognature e servizi igienici ma che è anche il frutto di una consuetudine non sufficientemente stigmatizzata – e quindi più complicata da sradicare nella sua quasi ineluttabile accettazione.

Kolkata, Kumartuli, la “zona dei vasi”. Si preparano le divinità da insediare nei Pandal

Secondo evento odierno, dunque, che merita d’essere sottolineato e che comporterà un probabile innalzamento degli standard di vita dei cittadini indiani: questa sera Modi sancirà urbi et orbi che l’India è divenuto un paese “odf” (open defecation free), rispettando la scadenza del cronoprogramma che si era imposto. Penso tuttavia che sia lecito dubitare dell’attendibilità di questo annuncio fin troppo ottimista. Dal 2014, non ci piove, sono stati effettuati cospicui investimenti diretti, o attraverso agevolazioni, per implementare la pianificata costruzione di 120 milioni di toilette.

Nonostante i toni trionfalistici della propaganda e la garanzia che i risultati saranno certificati dagli audit di un’agenzia indipendente, la realtà si presenta però contraddittoria, sfaccettata e pure tragica nei suoi risvolti più estremi.

Come se l’India rifuggisse ogni mezza misura nell’affrontare le sue transizioni, è di questi giorni la notizia che Roshni Valmiki e sua nipote Avinash, due adolescenti, sono stati linciati in un villaggio del Madhya Pradesh perché defecavano all’aria aperta, obbligati al “misfatto” dalla circostanza di vivere in una baracca priva del bagno. Paradossalmente il villaggio era stato dichiarato “open defecation free” giusto nello scorso mese di aprile.

Nel 2017 ancora più di 300 milioni d’indiani defecavano all’aperto, spesso per abitudine e non per effettiva necessità, ed è difficile immaginare che un simile gap possa essere stato interamente colmato in un anno e mezzo (fonte Banca Mondiale).

 

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1. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". I pastori delle statue

2. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". Le statue abbozzate

3. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". Stampi

4. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". Artigiani al lavoro

5. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". Artigiani al lavoro

6. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". Colori

7. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". Artigiani al lavoro

8. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". Artigiani al lavoro

9. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". Artigiani al lavoro

10. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". Elementi decorativi

11. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi"

12. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi"

13. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". I lavoratori si riposanso

14. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". I lavoratori si riposanso

15. Kolkata, Kumartuli, la "zona dei vasi". Carico di una statua di Durga

16. Statua di Durga su camionetta

17. PAndal di Durga. Si notti il gruppo scultoreo che attornia la dea

18. Pandal

Il terzo evento del “accade oggi” è infine la festa in onore della dea Durga, la Durga Puja, che sta entrando nel vivo, un’occorrenza molto sentita in West Bengala. Nel suggestivo quartiere di Kumartuli, la “zona dei vasi”, a nord del centro, da stamane le pittoresche statue di Durga escono dalle anguste botteghe degli artigiani per venire caricate da apposite maestranze sui pianali delle camionette ed essere trasferite al pandal di destinazione; queste vere e proprie opere d’arte vengono commissionate, in genere, dai committee di quartiere che le finanziano attraverso collette pubbliche, chanda (sottoscrizioni), alle quali ciascun cittadino può aderire in proporzione alle proprie disponibilità economiche. Una cospicua fetta delle spese è comunque coperta dagli sponsor (aziende, ecc.).

Nei video si può osservare l’assembramento nel pandal approntato dal Mudiali Club, presso il Khaligat.

A titolo di curiosità, si producono sia murti della sola dea Durga ma in numerosi Pandal – i più importanti presentano allestimenti elaboratissimi e costosissimi – viene esposto un gruppo scultoreo dall’iconografia standard: al centro Durga, che incombe su Mahishasura, uccidendolo, mentre è attorniata dai suoi figli Ganesha, Lakhsmi, Saraswati e Kartikeya.

2) Nella battaglia contro i cambiamenti climatici, anche l’India, seppur a piccoli passi, sta facendo la sua parte.

Sempre oggi è entrato in vigore il bando su tutto il territorio nazionale per i sacchetti di plastica monouso di spessore inferiore a 50 micron (0,05), che non sono biodegradabili, con sanzioni che variano da 500 rupie per i venditori inadempienti a 50 rupie per chi acquista.

Questa iniziativa progressista, per un paese anacronistico e talvolta abulico in molte sue manifestazioni, lento, lentissimo a innovarsi, è una notizia incoraggiante.

La municipalità di Kolkata produce indicativamente 5.372 tonnellate di rifiuti solidi su base giornaliera, 1900 delle quali potenzialmente riciclabili, tuttavia solo 700 tonnellate vengono effettivamente immesse nel circuito del riciclo.

Un largo quantitativo dei rifiuti potenzialmente riciclabili ma che invece finisce nella raccolta indifferenziata è costituito da manufatti in plastica monouso (fonte The Telegraph del 2/10/2019).

Kolkata, Kumartuli, la “zona dei vasi”. Murti di Ganesha

Sebbene molti esercizi commerciali si siano già attrezzati, conformandosi alla stringente normativa, altri restano prudentemente alla finestra, fiutando la direzione del vento, per capire se il governo è determinato a perseguire i suoi obiettivi oppure se si tratta di un fuoco di paglia, l’ennesimo elenco di buone intenzioni destinato a impantanarsi.

Il principale ostacolo al dettaglio, oltre che un fattore di mentalità, è rappresentato dai costi: una confezione da 25 borse di plastica “single use” costa 42 rupie a fronte di 57 per un’analoga confezione di borse biodegradabili.

La municipalità di Kolkata, in linea con le indicazioni del Governo Centrale, ha dichiarato che non intende applicare la proibizione in modo drastico ma gradualmente, preferendo in una fase iniziale educare e ammonire gli “stakeholder”, gli attori coinvolti, piuttosto che reprimere i trasgressori.

Proprio nella decisione di procedere per gradi, senza però fissare deadline improrogabili nel calendario dell’inasprimento delle sanzioni, si cela l’insidia d’annacquare lo spirito riformista della norma, lasciando che si corrompa nell’inerzia, cedendo alle pressioni della lobby degli industriali della plastica.

Kolkata, Kumartuli, la “zona dei vasi”. Artigiani al lavoro

D’altra parte lo stesso Primo Ministro Modi, raffreddando facili entusiasmi, ha tenuto a precisare che il divieto riguarda esclusivamente le sporte e alcune altre fattispecie d’articoli in plastica monouso (cannucce, bottigliette, piatti, ecc.) e che è frutto di un fraintendimento la voce che il governo pensi all’India del futuro come a una nazione plastic free.

Che si sia diffusa una maggiore consapevolezza ambientale, almeno in linea teorica, è comunque fuor di dubbio.

In 23 distretti del Bengala verrà celebrata una Durga Puja plastic free.

A Kolkata in media 1 pandal su cinque è stato concepito sviluppando tematiche “green”, come la preservazione di quel tesoro ecologico che sono le Sunderbans, le tramvie quale misura alternativa all’inquinamento, la cura del verde pubblico (e Kolkata ha un tasso elevatissimo di caduta d’alberi per scarsa manutenzione), la protezione dei corpi d’acqua di superficie, ecc. – sebbene strida quest’impronta di matrice ambientalista legata alla celebrazione della Durga Puja perché ne bypassa la componente fortemente materialista, con sconti e promozioni nei negozi che incentivano i cittadini a moltiplicare i propri consumi e dunque a produrre spazzatura.

In senso più generale, Kolkata è investita da tempo da una campagna capillare volta a sensibilizzare la cittadinanza per migliorare gli standard di pulizia e contenere il degrado urbano.

Ovviamente occorre analizzare i risultati nel contesto indiano dove troppo spesso a un barlume corrisponde un cono d’ombra, a un passo avanti mezzo indietro. Ad esempio i marciapiedi non sono più delle sputacchiere, chiazzati dal bolo del paan, ma non ci si formalizza a orinare in bella vista; certamente si colgono meno accumuli di sporcizia in giro, eppure è frequente incappare in un cittadino che getta con totale nonchalance un rifiuto sul marciapiede.

Kolkata. New Market

Mentre le previsioni meteo minacciano scrosci sulla Durga Puja con il picco dei fenomeni avversi concentrato nelle giornate di lunedì e martedì, allarmando le autorità cittadine, che hanno dato disposizione di costruire ripari in prossimità dei pandal, almeno laddove è possibile, mi reco nella zona del New Market per verificare se i buoni propositi di questo “new deal” verde hanno avuto qualche impatto su emergenze sanitarie sconcertanti.

Kolkata. New Market

Non perché il New Market sia l’unica criticità, ma è emblematica, sotto i riflettori, così a ridosso delle vie dello shopping.

In particolare la sezione dei macelli del mercato versava in condizioni igieniche oscene, con i corvi che volteggiavano tra i banchi, offrendo uno spettacolo di trascuratezza e sporcizia indegno di una grande metropoli come Kolkata. Tra parentesi mi appariva incomprensibile l’ignavia della municipalità che non si adoperava in nulla per bonificare l’ambiente.

Purtroppo la situazione resta pesantemente insalubre, come se in questo buco nero non penetrassero gli echi del cambiamento, con i tranci di carne esposti a contaminazioni di qualsiasi tipo a partire dagli escrementi dei roditori mentre si parano i polli per terra, in mezzo al lerciume.

Penso che chiunque, vivendo a Kolkata, dopo una visita ai macelli del New Market, opterebbe disgustato per una dieta strettamente vegetariana.

Per approfondimenti:

Modi declares India open defecation free, claim questioned | Health News | Al Jazeera

 

 

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