• Home
  • La cucina senza dogmi
  • Chi sono
  • Ricette
    • Antipasti
    • Minestre/Zuppe
    • Secondi
    • Piatti unici
    • Farinacei
    • Dessert
    • Snack
    • Bevande
  • Destinazioni
  • Curiosità gastronomiche
  • Storie
  • Contatti
No Result
View All Result
ONG TAO La cucina senza dogmi
  • Home
  • La cucina senza dogmi
  • Chi sono
  • Ricette
    • Antipasti
    • Minestre/Zuppe
    • Secondi
    • Piatti unici
    • Farinacei
    • Dessert
    • Snack
    • Bevande
  • Destinazioni
  • Curiosità gastronomiche
  • Storie
  • Contatti
No Result
View All Result
ONG TAO La cucina senza dogmi
No Result
View All Result

Cabmen’s shelter

by Simone Arnaboldi
7 Ottobre 2020
Home Londra

Se vi trovate a Londra e volete sperimentare l’ebbrezza di una tipica e corroborante colazione inglese, consumandola in un luogo incredibilmente decontestualizzato, dovete sostare in un cabmen’s shelter (che poi , come considerazione a latere, il concetto di “breakfast”, cioè l’interrompere il digiuno della notte, con un pasto sostanzioso, è probabilmente il principale contributo che i britannici hanno saputo offrire alla cucina internazionale).

Londra. Embankmént

Questi insoliti bistrò in legno, tinteggiati con una vernice verde frizzante, vennero edificati sulla via pubblica a partire dall’epoca vittoriana e servivano a rifocillare i vetturini, in un ambiente accogliente e confortevole, nel rispetto della legge.

In quei tempi, infatti, era vietato lasciare incustodite le carrozze adibite al trasporto pubblico (hansom cab, una sorta di calesse cabinato) nei parcheggi loro riservati, limitazione che complicava alquanto la vita dei vetturini che non potevano allontanarsi per andare a mangiare nelle pause del turno lavorativo. Quando però, dovendo ovviare a questa disposizione, si arrestavano lungo il tragitto della loro corsa in prossimità di un qualche pub per concedersi un veloce spuntino, rischiavano che il mezzo gli venisse rubato – e perciò erano costretti ad affidarne la sorveglianza a qualche ragazzetto in cambio di una mancia.

Tra i fumi del pub, inoltre, aleggiava sui conducenti l’insidiosa tentazione d’alzare il gomito con ripercussioni facilmente intuibili sulla loro lucidità alla guida (vedi: https://www.cabbiesshelters.org/history).

Londra. Regolamento affisso alla struttura del taxi shelter di Embankmént

Fu il settimo conte di Shaftesbury, coinvolgendo nel progetto un manipolo di filantropi, a finanziare nel 1875 il Cabmen’s Shelter Fund con lo scopo di fabbricare gli “shelter” e curarne la manutenzione. Presto a Londra si ebbero 61 shelter nei quali era rigorosamente proibito il gioco d’azzardo e il consumo d’alcolici.

Sorgendo sulle vie di transito, le dimensioni di questi ristori non potevano eccedere l’ingombro di una carrozza con aggiogato il suo tiro. Durante la seconda guerra mondiale molti cabmen’s shelter vennero rasi al suolo dai bombardamenti e dopo la guerra l’affermarsi del motore e dunque di un differente modo di viaggiare tolse gradualmente agli shelter la loro centralità sociale. Oggi ne sopravvivono 13 (classificati come Grade II, cioè beni storici meritevoli di una speciale tutela), di cui 10 ancora in servizio.

Londra. Russell Square

Allo stato attuale, negli angusti interni dello shelter, sono ammessi esclusivamente i tassisti degli iconici “black cab“o “hackney“, i tassisti cioè che hanno sostenuto l’esame per la licenza dimostrando di aver acquisito la mitica “Knowledge“, la conoscenza mnemonica di 25.000 strade e 20.000 punti di riferimento londinesi, conoscenza necessaria in quanto teoricamente (e anacronisticamente) non potrebbero avvalersi dell’ausilio dei moderni navigatori satellitari per orientarsi tra i gangli di una metropoli smisurata; gli autisti dei minicabs come Uber e i “civili” non vi possono accedere.

Tuttavia, per non tarpargli le ali, i conduttori degli shelter sono stati autorizzati a vendere i propri manicaretti agli estranei ricorrendo alla formula del take away, con le vivande che vengono allungate ai passanti attraverso una finestrella (alcuni shelter dispongono di qualche tavolo all’esterno dove ci si può accomodare).

Quanto al menù è decisamente monocorde. Si può scegliere tra intramontabili classici autoctoni: hot dog, bacon, uova, a volte integrati da lasagne caserecce o qualche estemporanea pietanza calda, di solito preparata in precedenza, a casa, dal gestore perché le cucine degli shelter, sempre che ci siano, appaiono essenziali. In un tentativo di diversificare la proposta per stuzzicare i gusti di una clientela più variegata, si possono trovare pure piatti all’insegna dell’etnico come i falafel.

Londra. Russell Square

I prezzi sono in genere abbastanza popolari anche per i non tassisti, soprattutto se rapportati agli standard londinesi (un black coffee è quotato 1.5 pound), per quanto tendano ad allinearsi alla media nelle zone che intercettano i maggiori flussi turistici come nel bistrò d’Embankment.

Raggiungo lo shelter a Russell Square, nei pressi del British Museum (che risulta essere tra i più accattivanti come posizione e per  i fantastici inserti floreali.

Sulla qualità del cibo, qualche perplessità; avevo intenzione d’ordinare una porzione di uova e bacon ma devo confessare che sono stato dissuaso dall’aspetto piuttosto rancido della pancetta affumicata).

Insisto con la signora Jude Holmes che lo gestisce perché mi permetta di visitare il “sancta sanctorum” della sua struttura. La signora non appare intransigente o scontrosa ma neppure riesce a iniettare empatia nel suo formalismo decisamente impostato. A patto che non scatti foto, mi concede infine una sbirciata al ruspante interno, la cui configurazione è molto simile al vano di una roulotte compatta, con un angolo cottura senza pretese, un frigo casalingo e una saletta occupata da un tavolo ad U che, stringendosi, al massimo potrà ospitare 10, 12 coperti.

 

1 of 13
- +

1. Londra. Russell Square. Signora Holmes

2. Londra. Russell Square

3. Londra. Grosvenor Gardens

4. Londra. Grosvenor Gardens

5. Londra. Grosvenor Gardens

6. Londra. Grosvenor Gardens

7. Londra. Embankmént

8. Londra. Embankmént

9.

10.

11.

12.

13. Londra. Warwick Avenue

 

 

0
Share129Tweet81Send
Post precedente

Chiles en Nogada

Post successivo

CDMX miscellanea: mixiote, barbacoa, cochinita pibil e altre curiosità

Related Posts

Sorrentinos, i ravioli che non esistono a Sorrento
Argentina

Sorrentinos, i ravioli che non esistono a Sorrento

12 Luglio 2026

La maggioranza degli argentini, anche tra i professionisti della ristorazione, ha la matematica certezza che i celeberrimi ravioli sorrentinos siano un piatto tipico di Sorrento. La mia amica Gri, che da porteña doc vanta un albero genealogico folto d'ascendenze...

L’artista della salsa boloñesa
Argentina

L’artista della salsa boloñesa

11 Luglio 2026

Ogni ondata migratoria che approdava nel porto di Buenos Aires portava in dote il proprio bagaglio di saperi; tessera dopo tessera, andava così assemblandosi il mosaico immateriale della cultura argentina. Si può dunque supporre che furono anonimi trisavoli del...

Palermo

Babbaluci del Festino

13 Settembre 2021

Palermo. Tra metà primavera e inizio estate, aggirandosi per le strade del capoluogo siciliano, è inevitabile incappare nei venditori ambulanti di babbaluci, chioccioline. Palermo. Cesta di "babbaluci", chioccioline della varietà Helix pisana, esposta al Mercato...

Spagna

Polbo á feira e purpu vugghiutu

18 Settembre 2021

In un certo frangente, ho sentito l'esigenza di connotare diversamente il modo d'approcciarmi al viaggio, facendo tabula rasa degli schemi convenzionali a cui fino ad allora mi ero attenuto. Periferia di Vigo, Galizia, Spagna Viaggiare...

Load More

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recipe Rating




*

code

Copyright 2021 @ongtaolacucinasenzadogmi. All rights reserved.

No Result
View All Result
  • Home
  • La cucina senza dogmi
  • Chi sono
  • Ricette
    • Antipasti
    • Minestre/Zuppe
    • Secondi
    • Piatti unici
    • Farinacei
    • Dessert
    • Snack
    • Bevande
  • Destinazioni
  • Curiosità gastronomiche
  • Storie
  • Contatti